Come rifasare i carichi elettrici ed evitare di buttare Soldi

L’hai notata spesso – di solito viene tutti i mesi. Si affaccia subdola tra le righe, con quella faccia da angioletto e quel nome timido. E invece è una delle facce cattive dell’energia elettrica!

Di fatto l’Energia Reattiva serve solo a magnetizzare (eccitare, in parole povere…) i circuiti magnetici del motore. Eccita e costa cara a tutti, per non combinare nulla.

Già… l’energia Reattiva fa danni a tutti – sia a te che al fornitore. Perché non produce lavoro ed è solo un peso per il Gestore della Rete – che te ne ribalta parte del costo.

Ma ci sono metodi ormai solidi per azzerarla. E’ indispensabile farlo – anche perché sennò ti costerà sempre di più.

Ecco come funziona. In questo articolo cerco di farla semplice – il tema è un po’ più complicatino di altri. Ma di fondo è chiaro. La Reattiva costa Soldi inutili. E puoi evitarlo.

Bene. Mi addentro nella selva oscura – spero di fare un po’ di luce.

Allora… devi alimentare le tue macchine della Struttura Wellness…. Trasformatori, motori, lampade fluorescenti… e quindi prelevi Energia Elettrica dalla rete. 

Prendi l’Energia Attiva – cioè quella che ti serve per compiere il lavoro. È data dalla Potenza Attiva per le ore di funzionamento. Ed insieme arriva l’Energia Reattiva (in funzione dal tipo di macchine che hai), che dipende dalla Potenza Reattiva per le ore di funzionamento. 

La radice quadrata della somma due Potenze al quadrato si chiama Potenza Apparente.

Non svenire: eccoti un esempio. 

Hai un motore elettrico asincrono. Assorbe Energia Attiva per funzionare, cioè per “girare”. Chilowattora, insomma. 

Il motore ha bisogno di un campo magnetico che fa ruotare il rotore. La Reattiva è l’energia del campo magnetico. Che  aumenta la corrente che scorre nei circuiti senza però generare lavoro. Energia persa, quindi.

Il Fornitore dell’Energia Elettrica ti fa pagare una penale se scambi con la rete troppa Reattiva. Oppure (è la stessa cosa), se il rapporto tra Potenza Attiva e Potenza Apparente è troppo basso. Questo rapporto si chiama Fattore di Potenza, detto anche cosɸ (se non lo sai, si legge “cosfì”).

Quindi se la Reattiva è troppo alta, il Fattore di Potenza si abbassa e tu vai in penale.

Ora, dal 1° gennaio 2016 la soglia della penale è stata abbassata.

Se quindi hai potenza impegnata oltre 16,5 kW, con l’attuazione della Delibera 180/2013/R/EEL, cambiano un po’ di cose (in peggio).

Infatti, se hai un cosɸ medio mensile inferiore a 0,95, vai in penale – se ti abbassi un altro po’ scatta una penale più pesante (fino all’anno scorso andava un po’ meglio – ti bastava stare sopra a 0,9).

Il Gestore della rete può poi obbligarti all’adeguamento dell’impianto (sennò ti stacca) se:

  • il cosɸ istantaneo nel momento del massimo carico, per prelievo in periodo di alto carico, è inferiore a 0,9;
  • il cosɸ medio mensile è inferiore a 0,7;
  • se immetti in rete potenza Reattiva.

Tutto questo come finisce verso di te? Semplice e feroce. La Reattiva da quest’anno ti costa di più.

E allora che fare?

La Reattiva in realtà non può essere ridotta – perché serve al motore e ad altri apparecchi per funzionare.

Puoi solo mettere, tra la macchina e la rete, qualcosa che la produca dove serve. 

Cioè, ad esempio, metti un Condensatore. Che assorbe la corrente che è in anticipo di 90°  rispetto alla tensione e quindi fa da generatore di energia Reattiva – in opposizione rispetto a quella del carico. 

Questa potenza fornita dal condensatore alla macchina elettrica (con comportamento ohmico-induttivo) sostiene il campo elettromagnetico e non viene più prelevata dalla rete, quindi si riduce l’intensità di corrente circolante e lo sfasamento tra tensione e corrente. E così elimini la penale.

Capiamoci. Così non riduci la Reattiva in assoluto. Riduci solo la Reattiva scambiata con la rete – perché il Condensatore sta in mezzo e fa il lavoro sporco come il mediano nel calcio. Tiene pulita la rete dalle oscillazioni del campo magnetico. Così migliori il fattore di potenza ed eviti la penale.

Il Condensatore in questo caso rientra, in modo più generale, tra i Sistemi di rifasamento.

Allora, se non l’hai già fatto, installa un Impianto di rifasamento e taralo con un fattore di potenza cosɸ minimo a 0,95.

I Condensatori si possono installare in due modi:

  • in parallelo ai singoli carichi

Questa soluzione non ti conviene quasi mai, anche se sarebbe la più corretta. 

In un impianto i carichi a basso cosɸ possono essere anche centinaia ed ognuno richiederebbe l’installazione di un condensatore adeguato (con la sua linea di collegamento, derivazioni, protezioni e organi di sezionamento). 

Neanche è consentita l’installazione di condensatori fissi, sempre collegati in rete, tranne quelli posti sui trasformatori in cabina, a monte dell’interruttore generale di bassa tensione. I condensatori possono essere collegati in rete solo in presenza di carichi da rifasare e questi non devono essere rifasati oltre cosɸ 1, altrimenti si conseguirebbe una sovracompensazione che produrrebbe squilibri nella rete.

  • Con il rifasamento centralizzato

Consiste in una batteria di condensatori unica per tutto l’impianto, normalmente posizionata a monte di tutti i carichi ed a valle dell’interruttore generale di bassa tensione. 

Queste apparecchiature gestiscono la potenza rifasante dei condensatori in numerosi gradini, seguendo l’andamento dei carichi per ottenere, in ogni condizione, una perfetta correzione del cosɸ. 

Cessata l’attività dei carichi, le batterie dei condensatori vengono tutte disinserite, in attesa del nuovo ciclo di lavoro.

Ecco qua. Ok, ti stai asciugando il sudore – ti avevo avvertito che era un po’ complicato. Però hai scoperto una cosa utile per la tua Struttura. 

E allora, rifasa i carichi. O butti Soldi.

A presto!

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