(Vecchie Glorie) Il Fotovoltaico conviene ancora?

Tante volte pare come uno dei quei vecchi campioni che si sono fatti la loro bella carriera in Serie A, e passati i 35 anni si trovano un bel contratto triennale in una squadretta di Serie C – dove magari il presidente gli promette un posto per quando smettono…

Perché il Fotovoltaico, in effetti, dal 2007 al 2012 ha avuto 6 anni di brillantissima carriera.

Quando iniziò, per un paio d’anni, lo fecero solo gli impavidi. I Costi erano alti ma l’incentivo molto generoso. Tutti gli altri ti guardavano come fossi un marziano. I direttori di banca pensavano fosse una diavoleria rubasoldi. Il GSE era un ente astratto, come il punto in geometria.

Poi si è creato rapidamente un sistema. Produttori, tecnici, impiantisti, banche, enti… crescita rapidissima e soldi a palate per tutti per 4 anni. Una Corsa all’Oro del Klondike in pieni anni Duemila.

Agricoltori che ti affittavano il campo – perché guadagnavano per 5 volte rispetto alla coltura alternativa più redditizia, senza sporcarsi le mani.
Banche che ti tiravano i soldi dietro – già c’era stata Lehman Brothers, ma a qualcuno i soldi dovevano pur darli.
Clienti che hanno fatto ottimi investimenti con rientro a 4 anni, vendendo l’energia in rete. Non c’entrava niente con il Risparmio energetico – era un’alternativa ai Piani d’accumulo e ai CCT.
Gente che aveva un tettino in eternit e l’ha cambiato gratis, guadagnandoci sopra il 20% l’anno.
Erano veramente gli anni del “più ce l’hai grosso e meglio è”.

Poi la politica decise di stroncare il Fotovoltaico, e dalla sera alla mattina è finito il gioco.

(Intendiamoci: non era tutto oro… sono state fatte tante porcherie, quando sarebbe stato facile fermarle e programmare uno sviluppo meno da Far West e più costante… ma questo è un altro discorso).

E ora? Il Fotovoltaico è solo una vecchia gloria sfigata? O può ancora farti vincere qualche partita?

Con questo articolo scoprirai la risposta alla domanda – che mi viene rivolta spesso dai Clienti.
Allora, iniziamo.

Due parole al volo su “cos’è il Fotovoltaico” (proprio al volo, che tanto più o meno sanno tutti cos’è).
Non tutti sanno invece che Einstein nel 1921 prese il Nobel per una scoperta di 16 anni prima: l’effetto fotoelettrico. Cioè scopri che alcuni elementi, investiti da un fascio di luce, si eccitano elettricamente e creano corrente. Punto.

In pratica, quando la luce solare investe il silicio, il cadmio, il rame, o altri elementi adatti, l’elettrone si eccita e comincia a muoversi tutto. Fa corrente, insomma. In continua. Poi un bell’inverter la converte in alternata e sei pronto per l’uso.
Tutto il resto che è seguito è roba tecnica: ti racconta una storia di pannelli sempre più performanti ed economici, inverter sempre più efficienti, pratiche preliminari a volte facili a volte lunari, e a seguire robusto lavoro da impiantisti.

Bene. Finiti gli incentivi cosa ne è del Fotovoltaico?
In realtà un paio di piccoli incentivi sono ancora.
Per gli Impianti fino a 200 kWp si può fare lo Scambio sul Posto. Un meccanismo che magari ti spiegherò un’altra volta – ti consente di recuperare 4-5 centesimi a kWh.
Per gli Impianti fino a 20 kWp si possono prendere i Certificati – ma sono poca cosa, e da soli non reggono i numeri.

(c’è anche la Detrazione di imposta ma riguarda solo gli Impianti realizzati dai privati sulla propria abitazione… quindi la tua Struttura Wellness è fuori gioco).

Morale: non contare sugli Incentivi. O l’Impianto Fotovoltaico si regge sulle sue gambe (cioè: ha un costo di produzione dell’energia elettrica minore rispetto al prezzo di vendita o rispetto al tuo costo d’acquisto dell’energia dalla rete) oppure niente. Zero. Kaputt. Insomma: o è così o lascia perdere.

Ora, se hai letto le vicende di Andrea Rosetti (ne parlo nel breve racconto “I 7 killer energetici di Andrea”, se te lo sei perso lo trovi qui http://www.novagreen.it/risorse/) hai scoperto che quando non c’è l’incentivo, lo stesso kWh prodotto dal tuo Impianto ha un valore completamente diverso, a seconda che lo consumi mentre lo produci, oppure che immetti in rete.

Ad esempio: oggi paghi la corrente 18 centesimi al kWh. Di questi, circa 7 centesimi è il valore dell’energia in sé, mentre circa 11 centesimi sono tasse, spese di trasporto, e altri balzelli.
Se hai un Impianto Fotovoltaico, e consumi l’energia che ti produci, il valore del kWh è circa 18 centesimi (cioè quello che risparmi non prendendo energia dalla rete, meno un minimo di costi fissi di fornitura).
Se invece vendi l’energia che produci, la rete ti paga 4 centesimi oppure, se hai lo Scambio sul Posto, 8 centesimi (perché la tua energia viene poi trasportata, tassata etc.)

(ok, ti ho capito sai… ti prometto a breve un articolo sullo Scambio sul Posto)

Insomma: se anche fai lo Scambio, il kWh vale 8 centesimi, e non 18 come quando la risparmi perché non la compri.

Il gioco è tutto qui.
Ti dico subito il punto, e poi lo vediamo da vicino.
Il Fotovoltaico conviene se:
1) paghi il kWh delle rete dai 16 centesimi in su
2) consumi almeno l’80% della produzione nel momento in cui produci

Sul primo punto c’è poco da dire. La tua Struttura Wellness è sì Energivora, ma non è un’Acciaieria. I tuoi 300, 500, 800 mila kWh all’anno sono tanti, ma non così tanti da prendere per il collo di Fornitore e farti buttar giù il prezzo più di tanto.

Il secondo punto è più complesso.
Eccoti una Storia così verosimile che in pratica è vera. È così frequente che sono sicuro che è capitato proprio a te.

Ti capita a trovare uno dei 7 venditori serial killer e ti fa un esercizio semplice semplice.
Serial Killer: “Quanta corrente consumi all’anno?”
Tu: “250 mila kWh”
SK: “Perfetto. Metti un impianto Fotovoltaico da 200 kWp e sei a posto. Guarda qua: ogni kWp installato ti produce 1250 kWh all’anno. 200 x 1250 fa giusto 250.000. In pratica, con questo impianto ti produci il 100% della corrente che ti serve”
Tu: “Bello. I numeri come girano?”
SK: “Bene. Tu paghi la corrente 18 centesimi al kWh, per 250 mila fanno 45 mila euro all’anno, giusto?”
Tu: “Giusto”
SK: “L’Impianto da 200 kWp ti costa 250 mila euro. E ti fa corrente per 45 mila euro. Metti che spendi 2 mila euro all’anno di manutenzione, sono 43. Quindi 250 diviso 43… rientri in poco più di 5 anni! Meraviglioso!”

Perché questo venditore è un Serial Killer che uccide i tuoi Soldi?
Perché si è scordato un piccolo particolare.
Chi ti dice che produci i tuoi 250 mila kWh proprio nel momento in cui ti servono i 250 mila kWh che consumi?

Capisci? Tu produci quando vuole il Sole, non quando pare a te. Anche la domenica, a Ferragosto… soprattutto d’estate, quando magari la tua Struttura Wellness lavora meno.

Se produci 250 mila kWh all’anno e ne consumi 250 mila all’anno… magari produzione e consumo si accavallano solo per il 60% del tempo. Cioè consumi solo 150 mila kWh dei 250 mila che produci.
E gli altri 100 mila che produci quando non consumi?

(Sento già la voce dello scienziato: semplice, ti fai un sistema di accumulo e li usi quando ti servono.
Già, è vero. Ma l’hai visto mai quando costano i sistemi di accumulo? A quanto anni rientri? 10 anni? Lascia stare caro imprenditore wellness. I sistemi di accumulo si faranno. Oggi costano troppo e rendono poco.)

Quindi, restiamo al pratico per favore.
Gli altri 100 mila che produci quando non consumi li metti in rete. A 8 centesimi al kWh.
E i 100 mila che consumi quando non produci? Li compri dalla rete a 18 centesimi al kWh.

È chiaro il giochino perverso, vero?

Ecco come devi rifare i conti giusti che ti ha sparato il Serial Killer:
• energia consumata (60%): 150.000 x 0,18 = 27.000 euro
• energia ceduta (40%): 100.000 x 0,08 = 8.000 euro
• totale = 35.000 euro

Tolti i costi di manutenzione fanno 33 mila euro. Poi dovresti togliere anche la quota di usura degli inverter… e quindi il rientro è a 8 anni.

Diverso è se produzione e consumo si sovrappongono per il 90%. In questo caso rientri a poco più di 6 anni.

Morale. Oggi la taglia giusta dell’Impianto Fotovoltaico non dipende:
• dalla grandezza del tetto
• dai KWh annui che consumi
• dalla somma che hai da investire
• dalla potenza di picco al contatore
(occhio a questo punto che è un’altra tagliola… la scoprirai tra un attimo)

La taglia giusta la definisci seguendo esclusivamente questa regola: l’Impianto più grande possibile con il vincolo di assorbire istantaneamente almeno l’80% dell’energia prodotta.
In pratica, installi kWp appena inferiori allo zoccolo di consumo nelle ore diurne, tenendo conto della stagionalità della produzione e del consumo.

Ti dicevo della Potenza di picco al contatore.
Qualche volta il Venditore Serial Killer ragiona anche così.
Quanti kWp massimi puoi prelevare al contatore? Metti che ad esempio puoi prelevare fino a 150 kWp.
E lui ti propone un Impianto da 150 kWp.

Piccolo particolare: la potenza del tuo contatore è dimensionata in base alla potenza di picco necessaria per la tua attività.
Magari a te 150 kWp ti servono 1 ora al giorno (quando lavorano insieme alcuni Impianti, ad esempio), e per il resto stai sempre sotto a 100.

Se segui questo Fuoriclasse dello Stupro dei tuoi Soldi, ti ritrovi un’altissima percentuale di produzione in Scambio sul Posto e non in Assorbimento Istantaneo.
E i tuoi numeri crollano (ora hai la formuletta sopra, sai come verificare quello che ti dico). In sostanza butti soldi.

Allora, come fare?
La cosa migliore è misurare l‘energia che assorbi di giorno.
Se ci segui da un po’, sai che noi siamo un po’ fissati con le Misure. Per questo il nostro Sistema SuperWell© è scientifico e predittivo, e ti porta alla Libertà Energetica (non conosci SuperWell©? Clicca su http://www.novagreen.it, inserisci la tua email nel box che ti compare e poi spingi il pulsante arancio e scoprirai tutto).

Inizia a studiare le bollette e vedi i consumi per fascia. Ovviamente non basta. Se poi hai la media tensione, allora sei a cavallo… potrai richiedere al tuo Distributore le curve di assorbimento elettrico al quarto d’ora. E lì capisci tutto.
Se hai la consegna in bassa tensione non hai questa possibilità. Ma ci sono metodi, un po’ artigianali ma efficaci, per misurare quanto assorbi: o con un misuratore applicato al contatore, o anche verificando, carta e penna, l’accensione delle singole fonti di assorbimento (luci, impianti, motori, frigo, etc.) per un po’ di giornate.

Insomma: prima si misura poi si dimensiona.
Questo vale anche e soprattutto per la tua Struttura Wellness.
Le Strutture Wellness funzionano a Comfort Costante: tutti i tuoi impianti devono garantire il servizio sia nelle ore di punta che nelle ore di scarsa presenza.

I tuoi consumi sono quindi abbastanza stabili e costanti – hai degli assorbimenti fissi sotto i quali in pratica non scendi quasi mai.
Misura i tuoi Consumi nelle ore di luce, dimensioni il tuo Impianto – che non ti produrrà mai tutta la corrente necessaria alla Struttura, ma quella che sei in grado di assorbire nell’istante in cui la produci.

Quindi: oggi il Fotovoltaico è una soluzione intelligente solo se realizzato con questo criterio. La scelta andrà fatta in modo sistematico: ossia verificando se vi sono tecnologie diverse (come la cogenerazione a gas, ad esempio) che ti rendono lo stesso servizio in modo più economico. O degli interventi di efficientamento degli Impianti che ti abbattono i prelievi spendendo meno.

Allora: occhio ai Killer e Avanti…
Buon Wellness!

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